Dicono di noi

Giovedi 30 gennaio 2014

Aula Magna della SUPSI

Canobbio

Salendo lo scalone, che  introduce all’ Aula Magna ,  appare , come se un sipario invisibile si levasse, la scena dove sono distribuiti pronti all’uso gli strumenti che di li a poco avrebbero fatto sentire la loro voce. La serata si preannunciava interessante e coinvolgente. Il tempo , che ,piu’ che da lupi era un tempo da renne. Cio’ non ha impedito ad un discreto pubblico di assistere ad un avvenimento . Rari alle nostre latitudini avvenimenti del genere.

Le luci si attenuano , si spengono e la ribalta si accende. Entra in scena il primo dei due solisti ,

Davide Poretti . Luganese puro sangue , bacchette alla mano attacca , al tamburo, quella March Cadenza di Mortensen  che mette subito in risalto la perfetta conoscenza dello strumento e della tecnica esatta con la quale va suonato. E’ un brano di virtuosismo che non lascia spazio all’indecisione e Davide ,con il talento puro e coltivato che si ritrova, mette tutti d’accordo . Sarà cosi’ anche per Tchik, composto da Nicolas Martynciow , compositore francese di rinomanza mondiale .

La serata è lanciata. Ed il secondo brano mette in evidenza anche la creatività e l’improvvisazione , dote indispensabile al percussionista , di Davide eseguendo , di Martin Wesley-Smith, una Sonata per Marimba and tape . Sono composizioni moderne sempre piu’ eseguite che permettono all’esecutore visibile di sbizzarrirsi, in un certo senso, su uno spartito in parte scritto ed in parte appunto da creare seduta stante. Il tutto accompagnato da un fondo registrato su nastro che trasporta  l’ascoltatore in una dimensione nuova e che permette senz’ombra di dubbio di sognare . Il settimo brano in programma, Electric counterpoint di Steve Reich , permetterà all’ascoltatore di essere nuovamente trasportato ed  adagiato in una dimensione ancora diversa , ma perfettamente creata da Poretti con la sua precisione e finezza esecutiva.

Rebond B di Iannis Xenakis è un bellissimo brano dove la capacità interpretativa di Davide Poretti appare in tutta la sua efficacia. Ritmica e tecnica perfette .

Il brano numero 6 del programma, mette in scena il secondo percussionista della serata: Leandro Gianini.

E’ un brano di Ali Askin, Snap/Shot con il quale i due non solo duettano ma assistiamo ad un vero e proprio dialogo ritmico di non facile esecuzione. Infatti vi sono dei passaggi ritmici di estrema difficoltà che richiedono la massima concentrazione, non solo degli esecutori ma anche da parte del pubblico. Questo per capire il gioco  fine  dei due , sul filo di una cadenza viva , rapida. Bravissimi!

Il quarto brano in programma , I Ching di Per Norgard) trattava un tema alquanto delicato per l’esecutore e forse non proprio adatto all’ambiente. Era piu’ un brano “da musica da camera “ che da sala da concerto. Questo non ha impedito all’uditorio di apprezzare la sensibilità di Poretti ed ammirarne la perfetta esecuzione.

Ed infine  l’ultimo brano : Thirteen drums di Maki Ishii. Non poteva mancare un compositore giapponese ; specialisti nel campo della percussione intesa come elemento vitale della tradizione nipponica. 13 tamburi che , per la loro struttura e dimensione nonché per il suono singolo particolare, creano una fantastica miscela color/ritmica di notevole effetto. Si potrebbe abbinare ad ogni tamburo un microfono collegato ad uno spot . Si otterrebbe un effetto ancora piu’ coinvolgente.

Si concluse cosi’ la magica serata all’Aula Magna di Trevano. Due percussionisti nuovi di zecca, neo-diplomati al Conservatorio di Lugano . Due giovani che meritano di essere sostenuti. Hanno creato il gruppo DRUM HEAD con il preciso scopo di promuovere la conoscenza delle percussioni. Il mondo musicale ticinese, a tutti i livelli, deve essere conosciuto dal grande pubblico. Anche da noi ci sono dei talenti formidabili . Dobbiamo scoprirli e dare loro la possibilità di sviluppare cio’ che hanno dentro e manifestarlo. Ecco perché è utile collaborare anche con il mondo della musica bandistica e non separarla dal mondo dei professionisti .

Chi ha i mezzi per incamminarsi sulla via degli alti studi musicali puo’ ritenersi  fortunato, ma spesso vi sono talenti naturali cui difettano tali mezzi e allora ecco,la Banda ,le cui porte sono aperte a tutti e sempre, è senz’ombra di dubbio il trampolino adatto per spiccare il volo in tutta libertà espressiva ed a costi contenuti. In seguito potrà  ancora perfezionarsi a piu’ alto livello . Creare dei ponti e non dei muri , solo cosi sapremo costruire una solida realtà musicale ticinese . Via i campanilismi, via le gelosie, via la paura  e via anche  l’esagerata adulazione del momento che spesso è soltanto ipocrisia.